IL SOGNO DI CATTERINA

Aggiornato il: 23 lug 2019

COME UNA SOLA POTENTE IMMAGINE PUO’ IMPATTARE NELLA MENTE DI UNA PERSONA PERMETTENDO DI COSTRUIRE DA POCHI ELEMENTI UN’INTERA STORIA.


Mia mamma non ha mai conosciuto la sua vera nonna materna.

Nonna Catterina è morta a soli 24 anni nel Montana, dove era emigrata con suo marito e aveva concepito e dato alla luce le sue tre figlie: mia nonna Ketty sua sorella Ida e la piccola Margherita detta Moretta.

Nonna Catterina è morta di una peritonite, che l’ha strappata dal suo sogno di felicità: far crescere la sua bella famiglia con le poche cose che aveva.

Nel suo grembo c’era la sua quarta creatura.

Ma non è la storia personale di mia mamma e della sua famiglia che vi voglio raccontare in questo articolo, il centro di interesse, per quanto ogni volta le lacrime mi righino le guance alla lettura del libricino che vi segnalo e a cui ho rubato il titolo per questo aritcolo di blog.

Il punto è un altro: cosa può scaturire da poche vecchie immagini come quelle che vi metto di seguito.

Mia mamma, oggi nonna a sua volta, non aveva altro che queste immagini a testimonianza dell’esistenza di sua nonna Catterina


Da notare la raffinata semplicità di questo ritratto

l'unica fotografia di famiglia che abbiamo

E da queste fotografie è partita la sua ricerca: una ricerca durata molti mesi in cui ha cercato testimonianze e riferimenti un po’ ovunque: scartabellando gli archivi comunali, contattando le ultimissime persone che potevano aver avuto qualche contatto con i suoi avi prima della loro partenza, o dopo, al ritorno, dopo la guerra.

E poi la sua mente ha costruito, tessuto trame e intrecciato fili, partorito diesegni e storie legando i suoi ricordi di infanzia con le tradizioni che sono giunte fino ai giorni nostri, alla ricerca di un senso, alla ricerca delle sue radici.

Ne è nato un racconto breve, una narrazione di 20 pagine a metà fra il sogno e la realtà ed un pezzo quasi teatrale che ha commosso una sala piena zeppa di amici, increduli di fronte alla storia che si stava manifestando attraverso le parole di mia madre.



mia madre durante la lettura della sua storia nella Sala della Reggenza

Concludo questo articolo di blog con una frase tratta dal libercolo che vi consiglio assolutamente di reperire dai più fortunati a cui è stato regalato in occasione della presentazione ufficiale in cui mia mamma rivolgendosi direttamente alla nonna dice:

“così con il tuo sangue e il tuo latte sei stata terreno fertile per la semina, cara nonna Maria Catterina, e ora che finalmente sei uscita dall’oblio voglio ringraziarti di ESSERE STATA, di aver dato i tuoi splendidi e generosi frutti che sono arrivati fino alla mia generazione e che passeranno oltre”

e ancora in conclusione:

“Sembra incredibile, mi sono affezionata a te e ti sento presente nella mia vita… come se ti avessi conosciuta viva, nonna affettuosa e premurosa verso una bambina che solo ora che è diventata nonna a sua volta ha avuto bisogno di sapere la sua storia, di conoscere la sua ascendenza” .

E questo è il potere delle immagini. Questo è il motivo per cui faccio fotografia.

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