MICHELA MAGNANI-24 GIUGNO-ASIAGO

Aggiornato il: 29 giu 2019

NON E' MAI TROPPO TARDI PER ESSERE CIO' CHE AVRESTI POTUTO ESSERE



Era il 2018 quando sentivo questa frase sul palco di Cifoto, la prima convention italiana sulla fotografia di neonati e famiglia e conoscevo Michela Magnani.

Io ero una fotografa di provincia che stava cercando di emergere dalla bolla della maternità che l'aveva tenuta per qualche anno con la testa e il cuore sbilanciati verso la sua famiglia mettendo in stand-by le infinite idee che già frullavano nella sua testa riguardo il lavoro.

Al termine del suo intervento piangevo.

Perchè era come se questo monumento, mostro sacro della fotografia newborn fosse entrata nella mia mente suggerendomi in qualche maniera la via.

Ricordo quell'intervento a memoria: alternava suggerimenti tecnici a spinte motivazionali molto forti invitando tutti noi, una platea di 400 persone, a mettere il cuore nel nostro lavoro. Diceva: "prima di tutto dobbiamo trovare il nostro perchè e le fotografie saranno una naturale conseguenza di questo. Bisogna essere sè stessi, con coraggio e non avere paura delle imperfezioni".

Il lavoro che faremo su noi stessi premierà la nostra creatività e le persone se ne accorgeranno. Questo diceva Michela Magnani nel 2018.

Al termine di questi 2 giorni avevo in mente una sola cosa: CONTATTARLA, iscrivermi ad un suo workshop. Volevo continuare ad approfondire il suo punto di vista e imparare da lei.


E così feci, con grande sgomento di chi mi stava vicino e non capiva la necessità di un ulteriore investimento subito dopo Cifoto.

Le scrissi subito e prenotai il suo corso.

Poi per una serie di circostanze non riuscii a parteciparvi subito e le chiesi di rimandare.


Passarono diversi mesi, purtroppo, ma il workshop era lì, Michela Magnani era sempre lì, nella mia testa e nel mio cuore, come la ricordavo su quel palco.


Nel periodo in cui decisi che era finalmente giunto il momento per il tanto atteso corso, una mia cara amica fotografa mi manifestò il suo interesse a parteciparvi e così nacque l'idea: provo a chiederle se viene da me, ad Asiago, visto che siamo in 2.

E VIENE! Michela mi dice di sì e il corso si fa da me. Si aggiungono altre 2 fotografe e il workshop è sold out. Un successo annunciato.


Arriva giugno velocissimamente e nelle settimane precedenti il corso comincio un piccolo metodico restyling del mio nuovo studio perchè per quel giorno lo voglio impeccabile, come al solito e se possibile ancora di più. Voglio del verde e voglio un'atmosfera zen, leggera e sospesa nel tempo.



E arriva lunedì 24, la mattina la passo a predisporre le ultime cose, pensierini per le partecipanti, cesta regalo per Michela, controllo che sia tutto apposto.

Arriva la Laura e passiamo un'oretta tranquille a chiacchierare Aspettando Michela e Roberta.


Appena Michela entra in studio un tuffo al cuore: non ci posso credere, le dico che sono molto emozionata e che non mi pare vero. Michela si guarda intorno e approva il mio studio. Piccolino, semplice ed essenziale ma curato.

Cominciamo a sistemarci perchè abbiamo 2 sessioni di neonato e una serale in esterna.


In pratica quello che ci insegnerà sarà TUTTO. Un concentrato della quintessenza della Magnanità! What else?


Andiamo a controllare la location per la sessione serale, e con mio grande disappunto constatiamo che durante la notte o la prima mattina è stata tagliata tutta l'erba che ci serviva da cornice e quindi si opta per una location vicina: Prima lezione: mai dare niente per scontato. Controllare tutto fino all'ultimo momento.


Giusto il tempo di beccolare una pizzetta e arriva la prima modellina. Una meraviglia del creato di 2,5 kili e 16 giorni che ci ha fatte lavorare in assoluta tranquillità sulle pose. Lo stile Magnani è inconfondibile: poche pose, pochi colori, molta emotività e connessione. Dovessi paragonarla ad un architetto sarebbe senz'altro Mies Van Der Rohe il cui motto era "Nel meno sta il più".



Michela Magnani al lavoro nel mio studio


Foto scattata durante il workshop di Michela Magnani ad Asiago

Poi è la volta della seconda modella, la biondina, come la chiamava lei. Una assoluta rarità in termini di capelli, dice che così bionde e capellute ne ha viste 2 in dieci anni di carriera.

Con lei lavoriamo sulla connessione con i genitori e qui emerge tutta l'emozione che si può provare di fronte al contatto così autentico tra tre entità che sono appena diventate famiglia.


Michela al lavoro con la famiglia


foto scattata durante il workshop di Michela Magnani ad Asiago

Dopo le due sessioni newborn in studio saranno 35 gradi e siamo sfatte, ma il programma incalza e arriva la famiglia che sarà protagonista della sessione al tramonto. Ci avviamo con estrema calma e le dita incrociate verso la location: siamo un po' in anticipo e in più il sole è dietro le nuvole. E a noi serve il sole: ci serve per creare la magia.

Mentre camminiamo Michela viene riconosciuta da una mamma con un bambino: una ragazza di Padova che si rammarica di non esser lei la protagonista della sessione, le dice che la ammira molto, che la segue sui social e raccomanda a noi di imparare bene. Michela è così: una celebrità, e allo stesso tempo una persona genuina e alla mano.


Beviamo un caffè dal Tata e finalmente giunge l'ora.

Non si esce nè un minuto prima nè un minuto dopo, pena la sessione da buttare. Il sole non delude, siamo le persone giuste, nel posto giusto al momento giusto e infatti la magia esce, riesce, e ci emoziona.


Michela all'opera nella sessione in esterna


e questa è la magia. Foto scattata durante il workshop di Michela Magnani

Finisce la sessione, ci guardiamo in faccia tutte e 5, mamma e bambino papà compresi e ci rendiamo conto che quello che abbiamo vissuto è magia. Perfezione di istanti diventata realtà e fermata per sempre. Stiamo anche in silenzio ad assaporare un po' questa atmosfera sospesa in cui tutto è andato come doveva andare e anche meglio.

Ci rendiamo conto senza neanche dovercelo dire che quello che abbiamo regalato a queste famiglie va al di là, molto al di là di qualche fotografia, ma sono concetti anche abbastanza difficili da spiegare a parole. Sono proprio momenti che hanno solo da viversi.


Ci lasciamo dopo una birretta fresca che è già mezzanotte e il mio cuore scoppia ancora di felicità, di adrenalina, di emozioni.

Michela mi lascia un bagaglio tutto nuovo fatto di emozioni e suggerimenti tecnici, di umanità e di audacia, di studio e coraggio.

E da oggi in poi il mio sogno continua con nuova linfa: creare ricordi autentici e spontanei facendo mio il suo nuovo motto:



Sogna. Credici. Fai. Rifai.





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