Supporto alle mamme: com'è cambiato negli ultimi decenni

Ciao amiche mamme, scusate la pausa forzata dal blog, ma come ben sapete il nostro Altopiano è stato flagellato da una terribile calamità naturale che ha portato gravi danni ambientali e molti disagi per tutte le famiglie rimaste senza corrente e riscaldamento per giorni. Prima di parlare di quello che il titolo di questo post suggerisce volevo infatti aprire una parentesi su come cambia la percezione degli eventi, soprattutto quelli estremi quando si diventa mamme, o genitori.

Io non so voi, ma da quando sono mamma si è sviluppata in me una sorta di emotività che mi fa percepire gli eventi più o meno estremi tutti nell'ottica del futuro che stiamo creando per i nostri figli.

A me per esempio risulta molto difficile guardare un telegiornale, che mi bombarda di notizie disastrose e catastrofiche come se al mondo esistessero solo disgrazie.

Non sto dicendo che bisogna fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia, è solo che io, personalmente, preferisco concentrarmi sulle cose belle che la vita ci da.

Anche e soprattutto in casi come quello che ci è appena successo.

Come sapete sto aprendo il mio studio e questa situazione di emergenza ha rallentato tutto facendomi perdere qualche settimana utile. Ok pazienza, si va avanti concentrandosi sulle cose che vogliamo che crescano. E ringraziando Dio che non siano successi incidenti gravi a persone del nostro territorio.

Ho riflettuto molto sull'eredità che stiamo lasciando ai nostri figli e non è più retorica, non c'è da scherzare: abbiamo avuto un'estate umida e tropicale alla quale è seguito un ciclone come nessuno aveva memoria. Ci vogliamo svegliare??

E chiudo questa parentesi per dedicarmi all'argomento di cui mi premeva parlare all'inizio.

Io non sono una fan del "si stava meglio quando si stava peggio" credo che questa sia una emerita cavolata. Il progresso soprattutto in alcuni campi serve per farci letteralmente vivere meglio.

Ma analizzando la società, com'è cambiata negli ultimi 50/70 anni è evidente un'enorme differenza, soprattutto per quanto riguarda la figura della donna e l'impatto che la sua evoluzione ha avuto nella famiglia.

70/100 anni fa la famiglia era allargata. E la donna non aveva un impiego fuori dalle mura domestiche.

La nonna condivideva un'enorme casa contadina con le sue figlie e tutti i nipoti e i figli e generi e il marito lavoravano nei campi e portavano a casa da mangiare.

La gravidanza e la maternità erano un fatto di GRUPPO. La donna era letteralmente aiutata da tutta la stirpe femminile che aveva intorno. C'erano poche cose, si mangiava quello che c'era e di certo non esisteva tutta la smania di esibizionismo che c'è oggi. Si vestiva in modo sobrio ma elegante, con i vestiti buoni solo la domenica fatti in casa.

I bambini venivano su in un ambiente di gruppo, con fratelli e cugini e con l'aiuto delle zie e delle nonne.

Vogliamo confrontare la situazione di allora con quella di adesso?

Mamme e papà che lavorano entrambi 8 ore al giorno per garantirsi uno stipendio tale che si possano comprare tutta una serie di cose che servono per vivere al giorno di oggi, a lavorare, a restare dentro una società che va che veloce come impazzita. Mamme che quando restano incinte lavorano fino al giorno del parto, lavorano in sala travaglio e subito dopo partorito devono per forza tornare belle, in forma e di buon umore per riceve in casa parenti e amici che vengono in visita, a ricevere un caffè piuttosto che a preparare una pastasciutta.

Mamme che affrontano la grande gioia di avere un figlio tra le braccia dilaniate dai sensi di colpa per non essere tornate subito al lavoro, che forse quel lavoro così importante lo perderanno.

Mamme che non hanno una vera rete di supporto se non la parola dell'amica (e guai se non ci fosse!), ma che fondamentalmente sono sole di fronte a questa meravigliosa esperienza che è la maternità. Sole con le loro paure, con le loro incertezze, con la loro vita cambiata per sempre. C'è una solitudine che difficilmente passa anche al partner che vive in prima persona tutto, ma che in quanto uomo non può capire fino infondo cosa è successo davvero nell'anima della donna dal parto in poi.

Io vi vedo mamme, quando parliamo delle fotografie, quando pianifichiamo la sessione, con le vostre paure di non vedervi belle, con la paura che il fratello più grande faccia i capricci o che il papà non sia collaborativo.

Il senso delle fotografie di maternità e più in generale di famiglia non è quello!!!!! Non stiamo facendo le foto per Vogue, è indispensabile che vi sentiate belle, ma vi dico una cosa: NON E' DIFFICILE, siete già bellissime!!!!

E chiudo con una considerazione che sta prendendo corpo nella mia testa già da qualche tempo: ci sono stati due commenti da parte di due mamme nei post precedenti che mi hanno colpito e mi hanno fatto ragionare: il primo è di una mamma che ha sofferto nel puerperio delle prime due gravidanze e che alla terza gravidanza ha deciso di cercare un aiuto, lo ha trovato nella figura della Doula e ha poi deciso di intraprendere il percorso per diventare essa stessa Doula ed aiutare altre mamme in difficoltà. Fantastico: c'è un problema, si trova una soluzione e questa soluzione la si mette a disposizione di altre situazioni difficili.

L'altro commento è stato di una mamma maestra e padagoga che mi ha insegnato il massaggio neonatale, che sono riuscita a seguire purtroppo solo con la prima figlia per via appunto di questo VUOTO che c'è intorno quando ti trovi da sola a gestire TUTTO.

E mi è venuta l'idea di mettere a disposizione lo spazio dello studio per collaborare con queste figure così importanti

Sto quindi ragionando su un progetto che coinvolga la fotografia di maternità e figure specializzate in questo tipo di esperienze, per cercare di creare una RETE e per rendere l'esperienza della gravidanza e del puerperio un po' meno individuale e un po' più collettiva.

Non si può cambiare la società, non si puo' tornare indietro a 100 anni fa, ma si puo' cercare di trovare nella società degli elemnti di UMANITA' che spesso, al giorno d'oggi, mancano.

Vi abbraccio mamme, state connesse che fra poco vi aggiorno. Ciao!!!


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